Nell’ordinamento dello Stato Italiano le politiche sanitarie e le Politiche sociali fanno capo a due circuiti diversi di gestione e erogazione. Le politiche di contenimento della spesa pubblica hanno ridotto di molto le dotazioni dei Fondi per le Politiche sociali e contenuto quelli per le politiche sanitarie. Mancano strumenti di gestione per l’integrazione e il coordinamento. Assistiamo ad una dispersione di risorse e di competenze. Abbiamo milioni di volontari, caregiver e badanti. Li vediamo ancora e prevalentemente come erogatori di prestazioni e non come soggetti di co-progettazione e co-gestione. Superare questa situazione è fondamentale per dare sostenibilità e resilienza alle politiche sanitarie, socio sanitari e sociali.
Giorgio Banchieri, Segretario Nazionale ASIQUAS, Docente DiSSE, Università “Sapienza”, Roma
Le Linee Guida AGENAS
Il 28 luglio 2026, AGENAS ha pubblicato le Linee di indirizzo tecniche intitolate “Le équipe multiprofessionali e multidisciplinari nelle Case della Comunità”. Il documento fornisce indicazioni operative alle Regioni per attuare il Decreto Ministeriale 77/2022 e la riforma della sanità territoriale legata al PNRR, passando da un lavoro in serie a un modello di squadra integrato.
Il testo definisce due livelli principali di collaborazione tra i professionisti sanitari e sociali:
_ Équipe di base: l'unità minima essenziale composta da medici di medicina generale o pediatri di libera scelta e infermieri di famiglia o di comunità.
_ Équipe allargata: include specialisti ambulatoriali, psicologi, biologi, assistenti sociali e altri operatori della salute in base ai bisogni del territorio.
Gli obiettivi operativi delle équipe sono la presa in carico del cittadino con una visione globale e multidisciplinare; la definizione di ruoli chiari, compiti e responsabilità di ogni figura professionale; promuovere la prevenzione e l'analisi dei bisogni di salute locali e monitorare i risultati con strumenti di valutazione standardizzati.
Gli strumenti indicati come utilizzabili e le operatività organizzative dovrebbero essere la informatizzazione tramite l’adozione di cartelle cliniche sociosanitarie condivise e agende di prenotazione integrate; lo sviluppo di processi clinici tramite l’uso di protocolli operativi comuni, riunioni periodiche di team e audit clinici programmati, Lo sviluppo della prevenzione dando centralità ai profili di comunità e alla co-progettazione del piano di salute personalizzato.
Per gestire il monitoraggio e la valutazione si prevede lo sviluppo di indicatori quantitativi basati sui volumi di attività, sulla riduzione dei tempi di attesa e sul calo dei tassi di ricovero ospedaliero evitabile (tutti derivati dai flussi informativi ospedalieri) e tramite lo sviluppo di indicatori qualitativi per monitorare il benessere organizzativo degli operatori e il livello di soddisfazione degli assistiti.
Quanto sopra è ancora in una fase di difficile implementazione.