Più di sei italiani su dieci arrivano a fine mese con fatica, un terzo usa i risparmi per coprire le spese correnti e quasi la metà teme un peggioramento dell’economia nei prossimi dodici mesi. Il Rapporto Italia 2026 di Eurispes fotografa una fragilità diffusa: affitti, utenze, mutui e cure mediche assorbono quote crescenti dei bilanci familiari, mentre il 10% più ricco delle famiglie detiene il 59,9% della ricchezza nazionale. I ceti medi sono costretti a liquidizzare i loro patrimoni. La sanità e la salute diventano sempre più un problema di reddito e disponibilità finanziaria o patrimoniale.
Giorgio Banchieri, Segretario Nazionale ASIQUAS, Docente DiSSE, Università “Sapienza”, Roma
I “grandi consumatori” e il loro impatto su clima e ambiente
Nel dibattito globale, l'espressione "grandi consumatori" si riferisce a chi ha un potere d'acquisto elevato o un forte impatto ambientale. Riconoscere questa categoria aiuta a capire il peso del nostro stile di vita.
Si stima che la classe media globale abbia superato i 4 miliardi di persone e continui a crescere, trainata soprattutto dai mercati asiatici (come Cina e India). Questi consumatori guidano la spesa quotidiana globale. Secondo una ricerca pubblicata su Nature, il 10% della popolazione mondiale con i redditi più alti è responsabile della stragrande maggioranza dei danni ambientali. In Europa, un'ampia percentuale della popolazione rientra nella fascia dei grandi consumatori con il più alto impatto ecologico. Le fasce mature della popolazione (come gli over 55) rappresentano ormai il pilastro dei beni di largo consumo, con una capacità di spesa che supera spesso quella delle generazioni più giovani.
A conferma di quanto sopra una recente ricerca pubblicata sulla rivista Communications Sustainability di Nature stima che il 10% dei consumatori più ricchi del mondo causi danni ambientali per 1.700 - 5.700 miliardi di dollari all'anno. Più della metà di questa fascia ad alto impatto vive negli USA e nell'Unione Europea.
Inoltre lo studio condotto dalla Leiden University e dall' Università di Oxford ha analizzato i consumi di beni e servizi basandosi su quattro limiti planetari critici (cambiamento climatico, perdita di biodiversità, inquinamento da nutrienti e consumo di acqua dolce). Negli Stati Uniti la stima sale da $19.000 a $63.000 a persona, pari al 6-20% del loro reddito. A livello di impatto sulle biodiversità è la voce più pesante, responsabile dal 47% al 56% dei costi di danno ambientale totali. Anche a livello di cambiamento climatico rappresenta dal 36% al 45% dei danni. Nella UE circa il 40-45% della popolazione rientra in questo gruppo di "grandi consumatori", le cui abitudini superano la soglia di sostenibilità dei materiali (fino al 610% in più rispetto al 10% più povero).