Lotta alle solitudini e all'isolamento Le prime Raccomandazioni italiane su “Comunità proattive e prescrizione sociale”

Abstract

Presentate a Roma in sede Università “Sapienza” le prime Raccomandazioni Italiane su “Comunità proattive e prescrizione sociale, risultato di un percorso di confronto e di ricerca nazionale e internazionale iniziato ad inizio 2025. Oltre alle Raccomandazioni sono stati presentati gli Allegati tecnici di supporto. Alla presenza di WHO UE, WONCA Europa, EuorHealthNet, Ministeri competenti, AGENAS, ISS, Regioni, Organizzazioni d’impresa, società professionali e scientifiche, Network associativi, Cittadinanzattiva, CSV Net e tanti altri soggetti del mondo ETS e del Volontariato e alla presenza della Commissione Salute della CEI.

 

Autori

Board Scientifico dell’”Italian Network for Proactive Communities and social prescribing”.

 

Premessa: solitudine e fragilità

Secondo l'OMS e le principali società scientifiche, la fragilità è uno stato dinamico di vulnerabilità. Si manifesta quando un individuo subisce perdite in uno o più domini funzionali (fisico, psichico o sociale), riducendo la sua capacità di reagire a stress esterni, come una malattia acuta.

Le disuguaglianze di salute sono differenze sistematiche, evitabili e ingiuste nello stato di salute tra diversi gruppi di persone. Non dipendono da fattori biologici, ma dai cosiddetti determinanti sociali della salute (reddito, istruzione, ambiente di vita).  La fragilità agisce spesso come un "moltiplicatore" delle disuguaglianze: una persona fragile che vive in un contesto di povertà o isolamento (fragilità sociale) ha probabilità molto più alte di subire esiti avversi rispetto a un individuo fragile con una solida rete di supporto.  La disconnessione sociale è la mancanza o limitazione di contatti e relazioni significative, che si manifesta sia come isolamento oggettivo che come solitudine soggettiva. Colpisce trasversalmente diverse fasce d'età, causando gravi danni fisici e mentali, tra cui depressione, ansia, declino cognitivo e, nei casi estremi, il ritiro sociale noto come hikikomori.  Aumenta il rischio di depressione, problemi cardiovascolari, declino delle capacità cognitive e disfunzioni fisiche. La solitudine cronica è associata a un alto tasso di mortalità, stimato in oltre 871.000 decessi annui a livello mondiale tra il 2014 e il 2019.

La disconnessione sociale, quindi, aumenta il rischio di mortalità in misura comparabile ai principali fattori di rischio tradizionali, con un incremento del 29% del rischio coronarico e del 32% del rischio di ictus nelle persone socialmente isolate. L’Organizzazione Mondiale della Sanità nella sua Assemblea del 27 maggio 2025 ha approvato una risoluzione su "Il ruolo essenziale della connessione sociale nella lotta contro la solitudine, l'isolamento sociale e le disuguaglianze in ambito sanitario”.

sopra i 65 anni e popolazione sotto i 15 — è pari al 157,7%, il secondo più alto d’Europa dopo la Germania. Circa 4,1 milioni di anziani vivono soli, e il dato è in crescita strutturale. Ma la solitudine non riguarda solo gli anziani: la pandemia da covid-19 ha reso visibile una fragilità relazionale diffusa che tocca i giovani, le famiglie monoparentali, le persone con disabilità, i caregiver, i migranti e chiunque si trovi al di fuori delle reti di protezione tradizionali.

 

Il Network “Comunità, solitudini e salute”

Il Network “Comunità, solitudini e salute” nasce in questo contesto, all’intersezione tra due traiettorie convergenti.  La prima è la traiettoria scientifica: la maturazione delle evidenze sulla solitudine come determinante di salute e l’emergere del social prescribing come modello operativo per connettere i servizi sanitari con le risorse comunitarie. La seconda è la traiettoria istituzionale: la riforma dell’assistenza territoriale avviata con il DM 77/2022, il PNRR Missione 6 e il DDL 1825, che avrebbero dovuto creare le condizioni normative e finanziarie per ripensare l’organizzazione dei servizi di prossimità in base alla “vision” del PNRR stesso e in particolare della M6.

Partecipi del network sono ad oggi: WHO Europe, sede Venezia, Italia., WONCA Europe, ASIQUAS, Associazione Italiana per la Qualità dell’Assistenza Sanitaria e Sociale; DiSSE, Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche, Università “Sapienza”, Roma; Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie/Libro Azzurro, Cittadinanzattiva; Istituto “Mario Negri” IRCCS Milano, CARD, Confederazione delle Associazioni Regionali dei Dirigenti dei Distretti; MES, Laboratorio di Management Sanitario, dell’ISSSUP; Regione Toscana e Regione Emilia Romagna. Inoltre hanno partecipato i rappresentanti di Istituzioni, Istituti, Centri di Ricerca, Università, Enti del Terzo Settore, Associazioni, Società Scientifiche con loro progetti, documenti, materiali istituzionali in quanto partner del network italiano.

Si ringraziano i colleghi del Galles, dell’Inghilterra e della Scozia (U.K.), e i colleghi della Spagna e della Catalogna, nonché gli apporti da WHO Europe e WONCA.

In particolare si ringraziano i colleghi del Comitato Scientifico e i colleghi dei Gruppi di Lavoro che hanno lavorato sugli allegati tecnici delle Raccomandazioni (Glossario, Review di letteratura, Scheda di autovalutazione dei progetti).

 

Oltre le Raccomandazioni SIQUAS VRQ sull’integrazione tra sanità e sociale

Il Network CSS ha raccolto l’eredità del lavoro precedente realizzata dalla allora SIQUAS-VRQ che tra il 2009 e il 2013 realizzò un percorso di elaborazione delle prime Raccomandazioni Italiane su “Requisiti di qualità nella integrazione tra sanità e sociale” (Edito da Franco Angeli Editore, Roma e Milano) e l’ha proiettata in avanti, coinvolgendo progressivamente un panel ampio e diversificato di partecipanti: clinici, epidemiologi, sociologi, esperti di organizzazione sanitaria, rappresentanti del Terzo Settore, amministratori locali, giovani ricercatori universitari, operatori del sociale, rappresentanti di ETS, etc.

Da quella Raccomandazioni è stato preso l’impianto metodologico e tutto quanto ritenuto utile nel processo di scrittura delle attuali nuove Raccomandazioni.

In particolare è stato preso in considerazione anche il "modello Marmot" (o Marmot Review) che è un approccio strategico alla salute pubblica sviluppato da Sir Michael Marmot, focalizzato sulla riduzione delle disuguaglianze sanitarie attraverso l'azione sui determinanti sociali della salute. In particolare si è tenuto conto dei principi chiave del Modello Marmot, ovvero:

  • Equità fin dall'inizio: Garantire ai bambini una buona istruzione e sviluppo fin dalla scuola materna.
  • Istruzione e apprendimento permanente: Favorire opportunità di formazione per tutti.
  • Occupazione e condizioni di lavoro: Promuovere un lavoro dignitoso e condizioni lavorative sane.
  • Standard di vita: Assicurare un reddito minimo sufficiente per una vita sana.
  • Ambiente di vita sano: Creare comunità e ambienti sani e sostenibili.
  • Prevenzione: Dare priorità alla prevenzione delle malattie.

Si è tenuto conto anche del fatto che il modello ha dato origine alle "Marmot Cities" (o Regioni), ovvero amministrazioni locali che adottano questi principi per ridurre le disuguaglianze di salute a livello locale. Queste città implementano le otto azioni suggerite per migliorare le condizioni di vita dei cittadini, riducendo l'impatto dei fattori sociali ed economici sulla salute.

 

Confronto tra Raccomandazioni SIQUAS VRQ 2013 e Raccomandazioni CSS 2026

Topic

Raccomandazione SIQUAS VRQ 2012

Comunità e salute 2025

Evidenze

Raccolta di progetti da award sanitari e sociosanitari (tipo Premio Alesini, Premio PA, etc.)

Call proposal specifica. Prima raccolta di esperienze e progetti italiani e stranieri

Validazione delle esperienze

Scheda di autovalutazione per la progettazione in base al modello EFQM

Da adattare allo specifico, vedi Allegato A

Modelli scientifici di riferimento

Allegato 1 alla Raccomandazione SIQUAS VRQ

Rassegna dei modelli di riferimento quali Chronic Care Modell, Expanted Chronic Care Modell, Desease Management, Piramide del rischio, Modello di classificazione delle fragilità e delle diseguaglianze, etc

Integrare con altri modelli tipo La Scala di valutazione delle Fragilità, delle diseguaglianze, ICF, altro

Glossario

Glossario delle parole della integrazione

Glossario delle parole della prescrizione sociale - Allegato

A chi vogliamo rivolgerci?

Livello macro, meso e micro

Livello macro, meso e micro, stressando molto meso e micro (suddiviso in micro 1 e 2)

Ruolo network formali e informali

Centrale ma ancora poco definito

Centrale e da definire

Strumenti di governance

Istituzionali e funzionali

Centralità delle comunità e dei “connettori sociali”

Luoghi

Definizione dei luoghi e dei livelli della integrazione tra sanità e sociale e per il “social prescribing”

Logica delle reti e del volontariato attivo, definizione delle costituenti una “comunità proattiva”

Strumenti

PDTA integrati

Percorsi di salute

Raccomandazioni

Condivise e validate con lavori di gruppo e convegni e seminari

Da elaborare e condividere con lavori di gruppo, survey e seminari

Validazione

Validare le raccomandazioni con questionario di “consensus” somministrato a oltre 3.000 operatori sanitari e sociali

Validare le raccomandazioni con questionario di “consensus” somministrare

 

Il nostro obiettivo, comunque, non era produrre un documento accademico sulla solitudine, sulle fragilità e sulle diseguaglianze di salute, ma costruire uno strumento operativo, un insieme di raccomandazioni sufficientemente specifiche da poter essere tradotte in azioni territoriali, sufficientemente flessibili da poter essere adattate ai diversi contesti locali, e sufficientemente fondate da poter resistere al confronto con le evidenze scientifiche e con la realtà dei servizi.

 

Il metodo di lavoro: dal confronto collegiale alle raccomandazioni

Il percorso di lavoro del Network CSS si è sviluppato tra il 2024 e il 2026 attraverso un metodo partecipato che ha combinato analisi della letteratura, raccolta di esperienze dal territorio, confronto strutturato tra esperti e revisione iterativa dei documenti.

Si è avviata una raccolta di esperienze/progetti realizzati da molteplici attori (Istituzioni, Aziende Sanitarie, Comuni e loro articolazioni, Terzo Settore, Volontariato, etc.), che sono state trasferire su un format uniforme e unitario; è stato creato un database strutturato. In totale sono stati raccolti nella prima fase 70 progetti “completi” italiani e 15 internazionali e decine di documenti di policy e di gestione internazionali e nazionali/regionali. Si è svolto un primo Convegno a giugno 2025 in Roma di confronto e condivisione dei materiali raccolti. Il lavoro è stato organizzato intorno a cinque tavoli tematici, ciascuno dedicato a un’area specifica: “One health”; Comunità proattive solitudini, fragilità, cronicità e diseguaglianze di salute; Integrazione tra sanità e sociale e inclusione sociale; Comunità proattive, modelli di community care e social prescribing, competenze professionali; Digitalizzazione.

I tavoli hanno operato in modo parallelo e interconnesso, alimentandosi reciprocamente e convergendo periodicamente in sessioni plenarie. Un Comitato Scientifico ha garantito la coerenza complessiva del lavoro e la qualità metodologica dei documenti prodotti.

Dopo il convegno di giugno il Board Scientifico ha promosso la costituzione di alcuni gruppi di lavoro per redigere le Raccomandazioni e gli allegati tecnici. In particolare: Il Board Scientifico in rapporto con il Network allargato ha redatto le Raccomandazioni. Altri Gruppi specifici hanno lavorato su “Glossario delle parole chiave”, la “Scheda di autovalutazione dei progetti”, la “Review” dei Modelli, Indicatori e standard in letteratura scientifica.

 

 

Analisi dei modelli Internazionali

A dicembre 2025 si è svolto un Seminario/Webinar sul tema “Comunità proattive e social prescribing” a cui hanno partecipato per WHO UE con Chris Brown e Lugi Bertinato, Jenny Hartnoll, GP in the NHS and consultant in community development, social prescribing; Nicola Evans, Head of Health Inequalities and Healthy Communities, Wales Government (U.K.); Ana Gil Luciano, Deputy Directorate for Health Promotion, Prevention, and Equity, Directorate-General for Public Health and Health Equity, Ministry of Health (Spain); Juan Manuel Mendive, Catalan Institut of Health, Training Unit of Family Medicine, University of Barcelona, Spain; Elisa Adami, Anna N. Ciannameo, Vanessa Vivoli, Innovation in Health and Social Services Sector, Directorate-General for Personal Care, Health, and Welfare, Emilia-Romagna Region; e Ferdinando Petrazzuoli, WONCA EU Executive Board, sulle esperienze di progetti di partenariato internazionale.

Il Seminario ha consentito un approfondimento dei modelli di comunità proattive, di policy di promozione e implementazione con una attenzione ai ruoli delle figure di connessione sociale tra operatori sanitari, sociosanitari e sociali e i cittadini, i così detti social connector o link connector.

 

I principi fondativi delle Raccomandazioni

Le raccomandazioni sono state pensate e redatte in base ai seguenti principi fondamentali:

  • Approccio “One Health”. Le politiche per la salute di comunità si inseriscono in una cornice più ampia che riconosce l'interdipendenza salute umana, animale e ecosistemi, con un focus sulla dimensione sociale per agire sulla prevenzione con misure intersettoriali e multidisciplinari, superando l’attuale frammentazione tra settori.
  • Identificazione univoca degli ambiti territoriali di intervento. L'integrazione tra servizi sanitari, sociali e risorse del territorio è possibile solo garantendo la coincidenza tra i Distretti sociosanitari delle ASL e gli Ambiti Territoriali Sociali dei Comuni, la definizione del territorio di afferenza di ogni casa della Comunità e la sua articolazione in unità territoriali di prossimità (Microaree indicativamente 4.000-10.000 abitanti), corrispondenti a quartieri, rioni, frazioni o piccoli comuni.
  • Nomenclatura condivisa per la “prescrizione sociale”. Per monitorare e confrontare gli interventi su scala nazionale è indispensabile sviluppare un linguaggio comune.
  • Sostenibilità economica. Per rendere replicabili e confrontabili gli interventi integrati socio-sanitari di promozione comunitaria è necessario definire caratteristiche e costi di riferimento, da approvare in Conferenza Stato- Regioni.
  • Strumenti operativi e interoperabilità. L’attuazione delle raccomandazioni richiede l’utilizzo di strumenti organizzativi e informativi idonei a garantirne concreta applicazione, tracciabilità e valutazione nel tempo. L’integrazione socio-sanitaria e la continuità assistenziale presuppongono l’impiego coerente di sistemi interoperabili e modalità standardizzate di registrazione e monitoraggio, in raccordo con le infrastrutture informative nazionali e territoriali vigenti.

 

La struttura delle Raccomandazioni

La struttura delle Raccomandazioni, derivata dal Modello Marmot, è la seguente:

  • Livello MACRO - Raccomandazioni di policy. Sono rivolte al Governo, al Parlamento e ai Ministeri competenti. Riguardano la definizione di politiche nazionali, normative quadro e risorse al fine di legare promozione e contrasto alla solitudine, all’isolamento sociale e alla promozione della salute di comunità.
  • Livello MESO - Criteri di programmazione e ricerca. Sono rivolte a Regioni, Aziende Sanitarie, Distretti socio-sanitari e Ambiti Territoriali Sociali, IRCCS e Istituti di Ricerca. Riguardano la programmazione, l'organizzazione, la ricerca e il finanziamento dei servizi territoriali.
  • Livello MICRO-1 - Modelli di attivazione della comunità. Sono rivolte a Case della Comunità, Comuni, Enti del Terzo Settore e cittadini attivi. Riguardano l'attivazione delle risorse locali, le reti di vicinato e i servizi di prossimità nelle microaree.
  • Livello MICRO-2 - Competenze professionali. Sono rivolte agli operatori sanitari, sociali, del Terzo Settore e del volontariato. Riguardano le competenze, le metodologie di lavoro e le pratiche operative quotidiane

 

Il convegno del 22 aprile 2026

Con il Convegno si è avviato un processo di condivisione e di validazione delle Raccomandazioni e degli allegati tecnici. La struttura del Convegno è stata finalizzata, appunto, alla raccolta delle prime valutazioni e alla validazione delle Raccomandazione.

 

Presentazione del percorso “Comunità, solitudini e prescrizione sociale” e delle “Raccomandazioni Italiane su Prescrizione sociale e comunità proattive” e loro allegati tecnici: Giorgio Banchieri, Segretario Nazionale ASIQUAS e Docente DiSSE, Università “Sapienza”, Roma,

Presentazione degli Allegati tecnici alle Raccomandazioni da parte di: “Review”: Alesandro Improta, ASL Salerno, Ricercatrice Università “Tor Vergata”; Glossario”: Laura Franceschetti, Professoressa DiSSE Università “Sapienza”; “Scheda autovalutazione”: Silvia Boni, CDN ASIQUAS,

 

I° Panel di discussione - Il contributo delle esperienze internazionali alle Raccomandazioni italiane

Moderatore: Luigi Bertinato, WHO UE Consultant, Discussant: Yongjie Yon, WHO EU, Officer Aeging and health, Odd N. HanssenWHO Consultant, Consulente per l'iniziativa europea sull'economia del benessere, Ferdinando Petrazzuoli, Membro Esecutivo di WONCA Europe, Joyce Kenkre, Resp. Società Scientifica WONCA, Vania Putati, Consultant Joint Action sull'equità sanitaria in Europa, EuroHealthNet , Juan Manuel Mendive, Catalan Institut of Health, Training Unit of Family Medicine, University of Barcelona, Spain, Jenny Hartnoll¸ consultant in community development, social prescribing, and the health/community interface (Frome, U.K.) e Amrita Jesurasa, Public Health Wales.

 

II° Panel di discussione - Le Raccomandazioni e le policy in Italia

Moderatore: Silvia Scelsi, Presidente ASIQUAS e ANIARTI – Discussant: Alessio Nardini, Direttore Generale del Ministero Salute, Alessandra Locatelli, Ministro delle Disabilità, Lorenzo Bandini – Dirigente medico di AGENAS, On. Ilena Malavasi, Commissione Camera Deputati, - Raffaella Bucciardini, Direttore Global Health e Coordinatrice CEDIS, ISS, Giovanni Impagliazzo. Assessorato Politiche Sociali e Salute, Roma Capitale, Vanessa Vivoli, Regione Emilia Romagna

 

III° Panel di discussione - Le Raccomandazioni rivolte alle organizzazioni aziendali e professionali della sanità - Moderatore: Marco Ingrosso, Speaker Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie – Discussant: Paolo Petralia, DG AOU Verona, Vice Presidente FIASO, Carmelo Gagliano, Vicepresidente FNOPI - Barbara Rosina, Presidente Consiglio Ordine Nazionale Assistenti Sociali CNOAS - Rosella Squicciarini, Vice Presidente Nazionale CARD.

 

IV° Panel di discussione - Il ruolo del sociale, del terzo settore e della partecipazione civica nella costruzione di comunità proattive - Moderatore: Laura Franceschetti, Docente DiSS Università “Sapienza”, Discussant: Silvia Scelsi, Presidente ASIQUAS e ANIARTI, Marco Ingrosso, Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie PHC, Francesca Moccia, Vice Segretaria Nazionale di Cittadinanzattiva, Paola Capoleva membro Direttivo CSVnet e CSV Lazio, Fulvio Lonati, Coordinatore di APRIRE.

 

V° Panel di discussione - Dalla sanità alla salute di comunità: cambio di paradigma e centralità della persona

Moderatore: Fulvio Lonati, Coordinatore di APRIRE – Discussant: Massimo Angelelli, Direttore Ufficio Nazionale per la Pastorale salute, Conferenza Episcopale Italiana   Maria Grazia Galantino, Professoressa DISSE, Università “Sapienza, Milena Vainieri, Responsabile Laboratorio Mes ISSUP, Barbara D’Avanzo, Ist. Mario Negri, Duilio Carusi, Coordinatore dell’Osservatorio Salute Benessere e Resilienza, Fondazione RiES ETS, Maria Pia Ruggeri, Consigliera nazionale SalutEquità.

 

Tutti i discussant hanno presentato le attività svolte e le evidenze da loro prodotte e raccolte sui temi dei panel e inoltre si sono pronunciati sulle Raccomandazioni presentate confermando interesse e voglia di implementarle nei contesti di possibili ulteriori sperimentazioni ai vari livelli di loro declinazione (Macro, Meso, Micro 1 e Micro 2).

 

Gli allegati tecnici alle Raccomandazioni

A supporto delle Raccomandazioni sono state presentati i seguenti Allegati:

  • Un Glossario di parole chiave connesse alle Raccomandazioni proposte e alle esperienze internazionali, nazionali, regionali e locali raccolte in occasione del convegno di giugno 2025.;
  • Una Scheda di autovalutazione dei progetti e delle esperienze fondate su "Comunità, Solitudine e Salute", ispirata al Modello della European Foundation for Quality Management, EFQM;
  • Una Rassegna di Modelli, algoritmi, indicatori e standard esistenti e riconducibili anche alle esperienze raccolte in occasione del convegno di giugno 2025.

Sono stati progettati nell’ambito del percorso anche i seguenti prodotti, che verranno ulteriormente perfezionati a partire dai contributi emersi nel convegno dello scorso 22 aprile e saranno resi disponibili nelle prossime settimane:

  • Un data base dei progetti, delle linee guida, dei glossari, dei documenti programmatici internazionali, nazionali, regionali e locali raccolti e analizzati accessibile su piattaforma;
  • Un prontuario delle possibili tipologie di “prescrizioni sociali” agibili con riferimento al database documentale e progettuale realizzato;
  • Un prontuario dei profili professionali e delle competenze degli attori delle progettualità agite e censite.

 

La piattaforma di divulgazione e altri strumenti attivati.

Tutti i materiali sono disponibili online su piattaforma del DiSSE, Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche) al link: https://disse.web.uniroma1.it/it/convegno-presentazione-raccomandazioni

Diversi articoli sono stati editati su Quotidiano Sanità sui temi topici del Percorso.

È stata prodotta come ASIQUAS una Monografia, supplemento al n. 27 di “ASIQUAS Review”, intitolata “Le comunità come alternativa alla solitudine e come supporto alla salute”, con tutti materiali del Convegno di giugno 2025. Le risultanze dei tavoli tematici del Convegno sono sul sito “DiSSE, “Sapienza” e/o nella Monografia. Sono accessibili sul sito www.asiquas.net

Hanno rilanciato i contenuti del Convegno su loro testate on-line diversi partener del Network quali Cittadinanzattiva, APRIRE, Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie, CESV network, CARD e altri.

 

Considerazioni conclusive

Il percorso sviluppato su “Comunità proattive e prescrizione sociale” in Italia ha raggiunto una prima sua rilevanza che ha consentito di rilasciare la prima release delle Raccomandazioni e degli Allegati.

Ora si avvia una campagna di divulgazione e di condivisione.

Nostro obiettivo è la messa a disposizione del materiale prodotto per lo sviluppo di normative sia nazionali che regionali per approvare a tutti i livelli, sia le strategie per la lotta a solitudine e isolamento, così come le normative che autorizzino le Regioni e gli EE.LL. all'utilizzo da parte dei MMG e PLS.  Vorremmo divulgare le raccomandazioni e poter arrivare alle prescrizioni in base a codici prescrittivi (da sviluppare) verso i pazienti candidati, negli ambienti di vita e verso le attività socializzanti che rientrino tra quelle incluse nelle "social prescribing lists da parte dei MMG e PLS. 

Verrà lanciata nelle prossime settimane una survey su APP Microsoft Forms per raccogliere il consenso degli operatori sanitari, sociosanitari, sociali e ETS e del Volontariato sulle singole Raccomandazioni per consentire loro di esprimersi su ogni singola Raccomandazione.

Questa campagna di “consensus” è necessaria per dare forza alle singole Raccomandazioni a fronte di una letteratura scientifica non rilevante e quindi bisognosa di integrazione e supporto.

Si avvierà una serie di incontri su base regionale per la presentazione dei materiali prodotti.

Il Board Scientifico si riserva di organizzare tra alcuni mesi un Convegno o Seminario di verifica delle attività di divulgazione e promozione sviluppate.

Siamo consapevoli che operiamo su temi nuovi e sensibili. Abbiamo evidenze iniziali interessanti e significative, ma c’è ancora bisogno di implementazione e sviluppo di ulteriori esperienze nei territori.

Da questo processo di condivisione ci aspettiamo di raccogliere anche ulteriori sollecitazioni e proposte che possono portare a nuove release delle stesse Raccomandazioni e dei loro Allegati.

Ringraziamo ancora tutte le colleghe e i colleghi che hanno partecipato sin qui a questo percorso.

 

 

 

 

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